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SHIRO POPOROYA

Ristorante tradizionale giapponese con ampia scelta di piatti tipici

Titolare:

Hirazawa Minoru detto Shiro

Chef:

Hattori Tsuyoshi

SHIRO POPOROYA

Da non perdere:

  • Kamo no: teriyaki di anatra
  • Okonomiyaki: frittella con verza frutti di mare con salsa okonomiyaki
  • Takoyaki: polpette con polpo
  • Sawa no: bento lunch box assortito di piatti
  • Sashimi moriawase: assortimento di filetti di pesce crudo

SI ACCETTANO SOLO PRENOTAZIONI TELEFONICHE

Shiro Poporoya

Via Eustachi, 20
20129 Milano
Tel. 02 2951 2635
Orari di apertura:
Lunedì – Sabato: 12.00 – 14.30 / 19.30 – 23.00
Chiuso la domenica tutto il giorno ed il mercoledì a pranzo
poporosrl@gmail.com
www.ristoranteshiropoporoya.it


SHIRO – OLTRE IL SUSHI. UNA SORPRENDENTE VISIONE DELLA CUCINA GIAPPONESE

Pioniere della ristorazione giapponese il Italia, dagli anni ’80 il signor Minoru Hirazawa, detto Shiro, racconta ogni giorno ai milanesi cosa sia l’autentico sushi al Poporoya, il suo piccolo locale in via Eustachi che ha impostato come un vero e proprio sushi-ya giapponese.
La soddisfazione di veder apprezzate le proprie creazioni e la tentazione di ripetere l’esperimento anche con altre tipicità dell’immenso patrimonio gastronomico nipponico l’hanno poi indotto ad ampliare l’offerta, aprendo pochi anni dopo il ristorante Shiro, che da lui prende il nome e “l’essenza” e che è ora gestito da qualche mese dal figlio Hirokazu.

Situato proprio di fronte al Poporoya e completamente rinnovato nel 2007, il ristorante Shiro accoglie gli ospiti con un’atmosfera raccolta e rassicurante, dove all’arredo in legno scuro di ispirazione orientale si aggiunge un piccolo angolo privato per due con tatami, cuscini e zaisu (le tradizionali sedie giapponesi senza gambe) che permette di assaporare fino in fondo l’esperienza di un pranzo giapponese tradizionale.
Perchè qui sta il cuore di tutto: proporre agli ospiti tutta una serie di piatti, ingredienti e sapori meno conosciuti dai palati occidentali rispetto a sushi o tenpura ma molto diffusi nella cultura alimentare giapponese. Il menù, per cominciare, è bilingue e diviso non per portate ma tradizionalmente per tipi di cottura (alla piastra, stufati, fritti, e così via). Mette da subito in evidenza un’altra eccellenza della gastronomia nipponica: la carne di manzo di Kobe. Se ne raccontano con cura storia e peculiarità, in modo da rendere l’ospite consapevole della prelibatezza che sta per assaggiare.

Ma la carta contiene molte altre sorprese: pietanze popolari come il nikuyaga, lo stufato di carne e patate vanto di ogni vera casalinga giapponese; ingredienti tradizionali come l’alga hijiki (che pare essere il segreto della capigliatura lucida e fluente del popolo nipponico) o la radice kimpira; piatti ricercati e complessi come il sukiyaki, i cui numerosi ingredienti vengono cotti direttamente sulla tavola in una pentola comune che contiene delizioso brodino.
Naturalmente appaiono in carta sushi, sashimi e tenpura, ma anche piatti di origine occidentale con “tocchi e ritocchi” di ispirzione giapponese, come l’originalissima “caprese fatta da un giapponese”. A chiudere il pasto spuntano, tra le altre proposte, dorayaki (pancake ripieni di crema dolce di fagoli azuki) e daifuku (morbide palline di pasta di riso), dolcetti che in Giappone sono vere e proprie golosità vendute fresche in numerosissime bancarelle ad ogni ora della giornata e che sono diventati popolari anche in Occidente grazie ai fumetti e ai cartoni animati giapponesi.

Il menù principale varia in base al periodo dell’anno ed anche a pranzo viene quotidianamente offerta un’intrigante scelta di specialità stagionali, o come piatto del giorno (sempre accompagnato da un paio di stuzzichini, da una zuppa e da un’insalata) oppure come menù fisso, cone le interessanti formule del gozen, cioè il vassoio completo, e del bento, derivazione delle tradizionali “scatole da asporto” diffusissime il Giappone.

L’esperienza del padre e l’entusiasmo del figlio hanno insieme dato vita ad un piccolo, eccellente ristorante, i cui punti di forza stanno nella selezione quasi maniacale delle materie prime, nella grande perizia delle tecniche di cottura e nell’amore con cui si sceglie giorno per giorno cosa offrire nel menù ai propri ospiti, in un correttissimo rapporto qualità-prezzo e nell’assoluto rispetto della stagionalità e della tradizione giapponese.

(testo di Annalena De Bortoli)

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